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Ulisse Aldovrandi

Archivio digitale dedicato all’opera di Ulisse Aldrovrandi (Bologna, 1522 – 1605), naturalista, botanico ed entomologo

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Ulisse Aldrovandi, Animali, Vol. 6 Tomo 2, f. 40

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Conchiglia, storia e simbolo

di Ilaria Sabbati per Cuco30

Spesso capita nelle nostre chiese di vedere il simbolo della conchiglia riprodotto in varie situazioni pittoriche e decorative ma in modo del tutto particolare nelle acquasantiere. Queste occorrenza simbolica non è affatto casuale poiché la conchiglia ha rivestito per tutto il medioevo un significato proprio legato all’acqua ma anche alla resurrezione e quindi alla tomba. La polisemia della parola arca, termine derivato da arcēre, proteggere, è particolarmente adatta a spiegare la densità di significati che si raccoglie intorno alla figura-simbolo della conchiglia. Arca, infatti, è un semantema pertinente al sarcofago, alla cassa dove si ripongono gli oggetti preziosi (si pensi all’arca dell’alleanza) e all’imbarcazione biblica per eccellenza. Curiosamente, ma non troppo, arca è anche un genere di bivalvi comune in tutto il Mediterraneo catalogato con questo nome da Linneo (1758) per la sua forma che collega così l’immagine del sepolcro alla simbologia della conchiglia. La duplice valenza della conchiglia, emblema di fertilità e al contempo simbolo della tomba, trova spiegazione nel fatto che in entrambi i casi si tratta di un occultamento che prelude a un disvelamento secondo un punto di vista precedente anche all’avvento del pensiero cristiano. Su tale substrato, come sempre avviene nei casi di tessiture simboliche così ricche e cangianti, il cristianesimo ha posto il suo impianto interpretativo facendo diventare il binomio conchiglia-sepolcro un emblema non solo di vita ma anche di redenzione. È evidente che il primo e più perfetto frutto della conchiglia-sepolcro, in un’ottica squisitamente cristiana, non può essere che il Cristo il quale è dunque perla di perfezione. Anche Giovanni, il figlio che aveva sussultato nel ventre materno al saluto di Maria, gode di un’iconografia che gli attribuisce la valva della conchiglia quale strumento di identificazione del suo ruolo di battista, ossia di precursore del Cristo-perla. Il Physiologus, primo bestiario cristiano a cui si ispireranno gli altri testi a venire, descrive il rapporto tra Giovanni e Cristo come simile a quello tra la perla e l’agata che, per la sue proprietà intrinseche, era utilizzata nella pesca delle conchiglie: «Vi è una pietra che è chiamata agata: i cercatori di perle le trovano per mezzo della pietra d’agata; i pescatori infatti legano l’agata con un filo solidissimo e lo lasciano affondare in mare; e l’agata va verso la perla e non si muove più; allora i pescatori possono così seguire la fune e recuperare la perla» (Physiologus latinus, VIII sec., par. XXII). L’agata sta alla perla come Giovanni sta Gesù poiché come l’una pietra mostra l’altra, così il Battista rivela agli uomini il Salvatore.

Pescatori di perle – Physiologus, Berna, Bürgerbibliothek, IX sec.

Un passo del Tesoro di Brunetto Latini, peraltro ripreso dal suddetto Physiologus, descrive il comportamento della conchiglia: «Cochilla è un pesce di mare, lo quale sta chiuso con due ossa grosse, ed apre e chiude, e sta in fondo di mare, e la mattina e la sera viene a sommo, e toglie la rugiada. E poi sta al sole, e indurano alquanto queste gocciole della rugiada (…); poi quando sono cavate di queste cochille elle indurano e queste sono quelle che l’uomo chiama perle, le quali sono pietre di grande nobiltà, e specialmente in medicina; e come la rugiada è pura e netta, così sono le perle bianche e nette».

Ostrica che riceve i raggi del sole – Bestiario, Biblioteca Municipale di Valenciennes, 1230-1260 ca.

Ecco dunque che il simbolo che così spesso troviamo negli edifici sacri cristiani, ma non solo, prende senso alla luce della storia che ci ha preceduti e della sua interpretazione della natura. Anche se troppo spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Ilaria Sabbatini

Medieval Illuminated Manuscripts – Nationale Bibliotheek van Nederland

The Hague, KB, 72 A 23 fol. 73vThe Hague, KB, 72 A 23  fol. 73v (costellazione dell’auriga)

Koninklijke Bibliotheek

Nationale Bibliotheek van Nederland

http://manuscripts.kb.nl/

Illuminated Manuscripts from the Getty Museum

Bestiary, Thérouanne ca. 1270 (LA, J. Paul Getty Museum, MS. Ludwig XV 3, fol. 91v)

Bestiary, Thérouanne ca. 1270 (LA, J. Paul Getty Museum, MS. Ludwig XV 3, fol. 91v

Illuminated Manuscripts from the Getty Museum

youtube channel

http://www.getty.edu/education/teachers/classroom_resources/curricula/manuscripts/index.html

Boemondo D’Antiochia e Daiberto da Pisa

Boemondo D’Antiochia e Daiberto da Pisa, patriarca di Gerusalemme, in navigazione varso la Puglia, su una nave battente la croce di San Giorgio. Miniatura da una edizione della Histoire d’Outremer del XIII secolo.

Pellicano

Amiens – BM – ms. 0399 f. 147

Bartholomaeus Anglicus, Livre des propriétés des choses, 1447

“Pelicano è uno uccello in Egitto di cui li Egiziani dicono che li figliuoli tradiscono i padri, e fediscondo con l’ali per mezzo il volto, ov’egli se ne crucia in tal maniera ch’elli gli uccide, e quando la madre li vede morti sì li piange tre dì, tanto ch’alla fine si fiede nel costato col becco, tanto che ne fa uscire molto sangue, e fallo cadere sopra agli occhi de’suoi figliuoli, tanto che per lo calore di quel sangue risuscitano e tornano in vita. Ma altri sono che dicono che nascono quasi senza vita, e il padre li guarisce col suo sangue in tal maniera ch’egli non muore”.

Brunetto Latini, Il tresor, lib. 4 cap. 3

 

Cristo Portacroce

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Hieronymus Bosch, Cristo portacroce, 1510-1516

Hieronymus_Bosch_056

 

Hieronymus_Bosch_057

Questa non è solo una raffigurazione della passione ma un saggio su base fisiognomica dell’iconografia del maligno.

http://www.hieronymus-bosch.org/Christ-Carrying-the-Cross-1515-16.html

Gregorio VII

Ildebrando degli Aldobrandeschi di Sovana

http://www.homolaicus.com/storia/medioevo/riforma_gregoriana.htm

Sovana

 

Miniatore

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London, British Library. Royal 6 E. VI, f. 329 – “Omne Bonum”, James le Palmer (Inghilterra, 1360) grafia gotica corsiva.

Deucalione e Pirra

Deucalione e Pirra ripopolano il mondo dopo il diluvio, British Library, Harley 4425 c.153r. Roman de la Rose, 1490-1550. (Origine: Bruges)

Deucalione e Pirra ripopolano il mondo dopo il diluvio, British Library, Harley 4425 c.153r. Roman de la Rose, 1490-1550. (Origine: Bruges)

 

Ovidio, Metamorfosi, I, vv. 347-415

http://ovid.lib.virginia.edu/italian.html

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