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Memoria storica, tecnocrazia e dittatura dell’economia

Democrazia e dittatura sono eguali per quattro ragazzi su dieci. Lo dicono i risultati della ricerca della Freie Universität di Berlino pubblicati sullo Spiegel del 28 giugno 2012. I ragazzi tedeschi non sanno più chi è Hitler.

Beh provate a chiedere a un ragazzo italiano chi era Mussolini. O magari chi era Carlo Magno o Lorenzo de’ Medici. Io non vedo proprio il motivo di tanto scandalo. Era logico che sarebbe finita così.

Se il lavoro di pensiero e i valori immateriali sono sempre più sminuiti rispetto ai valori pragmatici, tecnici ed economici perché mai i ragazzi dovrebbero preoccuparsi di sapere chi era Hitler?

Gli porta soldi, vantaggi, prestigio, lavoro o qualcos’altro che conti? NO. E allora perché dovrebbero fregarsene?

Si sta accettando senza colpo ferire l’idea che la cultura ha senso solo se può produrre denaro o convenienza. E a desso ci accorgiamo che esiste anche altro?

Delle due una: o si ricalibra il sistema di priorità e valori oppure non ci lamentiamo del fatto che stiamo lasciando un’eredità aberrante.

Consideriamo poi un altro dato.

Il numero di giornalisti professionali nelle redazioni dei grandi giornali è enormemente calato. Il numero degli avventizi è in crescita, spesso non sono neppure assunti e vengono retribuiti un tanto a riga.

Gli articoli delle pagine culturali e scientifiche vengono comprati su appositi mercati senza una selezione adeguata per le varie parti del mondo. Gli incidenti come la pubblicazione di interviste mai concesse si moltiplicano.

Gli operatori del settore asseriscono che molti articoli degli avventizi vengono pagati 0,04 centesimi a riga. Articoli di 100 righe sono pagati 4 euro. (I dati sono stati raccolti dal dibattito alla camera del 28 giugno 2012).

La conclusione è una sola: senza cultura o informazione, il voto è falsato, come ha detto un mio contatto, e la democrazia è in bilico.

Scriveva Ernst Gombrich: «Se crediamo in un’istruzione per l’umanità, allora dobbiamo rivedere le nostre priorità e occuparci di quei giovani che, oltre a giovarsene personalmente, possono far progredire le discipline umanistiche e le scienze, le quali dovranno vivere più a lungo di noi se vogliamo che la nostra civiltà si tramandi. Sarebbe pura follia dare per scontata una cosa simile. Si sa che le civiltà muoiono. Coloro che tengono i cordoni della borsa amano ripetere che “chi paga il pifferaio sceglie la musica”. Non dimentichiamo che in una società tutta volta alla tecnica non c’è posto per i pifferai, e che quando chiederanno musica si scontreranno con un silenzio ottuso. E se i pifferai spariscono, può darsi che non li risentiremo mai».

Ilaria Sabbatini

 

La notizia riportata dal Corriere

http://www.corriere.it/esteri/12_giugno_29/hitler-studenti-tedeschi-pensano-fosse-un-democratico_49419b36-c208-11e1-8b65-125b10ae7983.shtml

 

La notizia originale sullo Spiegel

http://www.tagesspiegel.de/wissen/schuelerstudie-demokratie-oder-diktatur-ganz-egal/6806228.html

 

Un pezzo di Tomaso Montanari sul valore etico e la convenienza economica

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/dubbio-manifesto/196385/

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