Cenni generali

Capitale libraria

Minuscola antica

Onciale

Particolarismo grafico

Minuscola carolina

Gotica

Minuscola cancelleresca

Mercantesca

Lettera antiqua

 
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CENNI GENERALI DI PALEOGRAFIA

Le scritture antiche si classificano a seconda di forma, ductus e tratteggio. La forma delle lettere può essere maiuscola o minuscola. La scrittura è maiuscola se le lettere possono essere comprese tra due linee parallele La scrittura è minuscola se le due linee parallele comprendono il corpo delle lettere (la "pancia") e altre due linee parallele una sopra, una sotto comprendono le aste. Il ductus è il modo di condurre la penna: può essere posato se la scrittura è lenta e le lettere accurate, oppure corsivo se la scrittura è veloce e le lettere sbrigative. Il tratteggio è il "disegno" delle lettere e consiste nel numero , nella successione e nella direzione dei tratti che compongono le lettere. Le scritture hanno subito nel tempo una evoluzione riguardante le tre principali caratteristiche sopra elencate: ogni periodo storico ha dato i propri frutti nel campo della grafie. In base alla forma e all'andamento delle lettere è possibile datare le scritture con un tollerabile margine di approssimazione. Tale ricostruzione cronologica è di grande importanza per lo studio dei documenti. Non solo è possibile collocare le scritture nel tempo ma addirittura talvolta si riesce perfino a capire da quale zona esse provengono poiché nel medioevo i vari scriptoria (laboratori dove si praticava la professione di copista) avevano preso a elaborare dei modelli grafici particolari che caratterizzano presso il pubblico. Vi è poi la possibilità di riconoscere le grafie dei singoli copisti o dei singoli autori nel caso di testi autografi, e taluni studiosi hanno raggiunto un livello di competenza tale da riconoscere tra i testi di una stessa mano quelli che appartengono alla fase giovanile, quelli della fase adulta, quelli scritti in vecchiaia e così via.

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CAPITALE LIBRARIA I secolo a.C. - VI secolo d.C.

Scrittura libraria maiuscola, dall'andamento posato, con lettere rigidamente separate. Deriva dalla trasposizione dei modelli di scrittura usati sulle lapidi (scrittura epigrafica). La formazione della capitale libraria è legata alla nascita di una letteratura latina vera e propria (III - I secolo a.C.) nonché all'uso di strumento flessibile (calamo) e di un materiale morbido (papiro ) invece della tavoletta cerata e dello stilo che costringevano a una scrittura rigida e spigolosa. La capitale libraria era destinata ai codici più lussuosi. Nell'antichità classica era usata nella poesia pagana. La larghezza dello specchio di scrittura era calcolata in funzione della lunghezza media dell'esametro (misura metrica molto diffusa nella poesia latina).

Aspetto:

 * forte chiaroscuro
 * angoli più rotondi della scrittura epigrafica
 * trattini o ingrossamenti a spatola in fondo alle aste 

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MINUSCOLA ANTICA

Scrittura d'uso comune, talvolta usata come scrittura libraria, è una minuscola dall'andamento posato. Viene eseguita con un angolo di scrittura di 75°- 85°. La formazione della minuscola antica è frutto di un mutamento della scrittura d'uso comune (maiuscola) a sgraffio, in un periodo in cui si verifica una grande diffusione della scrittura a tutti i livelli sociali e culturali. La sua comparsa coincide con l'adozione della pergamena e con la modifica del taglio della penna. Non si tratta di un tipo grafico specifico ma di un insieme di scritture diverse e individuali ma simili destinate ai libri di minore pregio e a tutti gli altri usi comuni. E' usata nella poesia pagana. Deriva da un processo grafico che ha modificato le lettere maiuscole dell'alfabeto romano in senso corsiveggiante, con arrotondamento degli angoli.

Aspetto:

 * dimensioni piccole
 * inscrivibile in quattro linee parallele (minuscola)
 * tratteggio contrastato

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ONCIALE

La onciale è una scrittura libraria, minuscola in quanto riprende le forme dell'alfabeto minuscolo però nell'aspetto simile ad una maiuscola. E' caratterizzata da un andamento posato e da un tratteggio rotondeggiante. Elaborata a partire dalla minuscola primitiva del tipo calligrafico usato nei libri. Questa grafia è nata in Africa in ambiente latino-cristiano. La sua origine è legata all'influenza della maiuscola biblica (di derivazione greca) e all'adozione della penna d'oca, che permetteva una notevole facilità nel disegno delle curve. Studiata per ottenere maggiore qualità e solennità del manoscritto senza abbandonare l'andamento minuscolo, l'onciale mantiene le forme della minuscola, ma ha l'aspetto della maiuscola. E' ottenuta dalla minuscola tramite l'arrotondamento e l'ingrossamento del corpo della lettera e l'accorciamento dei tratti ascendenti e discendenti in modo da essere compresa in un sistema bilineare. E' una scrittura destinata ai libri sacri.

Aspetto:

 * schiacciamento della minuscola in un sistema bilineare
 * tratteggio fluido e forme circolari
 * orientamento obliquo dei pieni 

 

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PARTICOLARISMO GRAFICO

Dopo la caduta dell'impero romano d'occidente le varie scritture resistono immutate fino al VI secolo, ma a partire da quel momento si verifica una spaccatura tra scritture ormai canonizzate, onciale e capitale, e scritture non ancora canonizzate come il tipo della minuscola primitiva. L'onciale continua ad essere utilizzata come scrittura libraria, la capitale libraria viene usata in ambiti particolari: per le lettere capitali, appunto. Entrambe le scritture ricoprono anche funzione ornamentale e demarcativa; la minuscola invece subisce un processo di ramificazione per cui a partire da una base comune dà luogo a varietà estremamente diversificate a seconda delle nazionalità e degli scriptoria. Dopo la caduta dell'impero vengono a mancare quegli scambi culturali che garantiscono una uniformazione grafica; gli scriventi sono ridotti a quei pochi che per ragioni "professionali" studiano la lingua letteraria (ecclesiastici, uomini di legge, notai, giudici, scribi); alla editoria di epoca classica si sostituiscono gli scriptoria monastici o vescovili, sempre legati alle scuole di corte; nascono scuole minori con lo scopo di fornire un apprendistato ai futuri scriventi professionali. Nel momento in cui gli scriptoria proseguono le antiche grafie, se da una parte la fedeltà al modello è garantita dalla canonizzazione delle forme, dall'altra, gli scriventi sono ormai al di fuori dei processi grafici che andavano svolgendosi sul versante della minuscola. Si conoscevano di fatto le forme grafiche della minuscola antica, ma non se ne conosceva la matrice ancora in trasformazione: non si conosceva la scrittura normale di epoca romana nel suo insieme di modelli dinamici. In quella circostanza l'evoluzione di scritture particolari prescindeva dal processo grafico precedente e prendeva l'avvio da modelli grafici in formazione come se fossero ormai statici e consolidati.

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MINUSCOLA CAROLINA VIII - XII secolo

La carolina è una varietà minuscola, rotonda nelle forme, con lettere nettamente separate, dall'andamento posato nell'uso librario. Diffusa anche nell'uso documentario fin dal IX secolo (cancelleria imperiale). E' di lettura immediata e riprende il modello grafico della minuscola antica. Varie ipotesi sono state formulate a proposito della sua origine. L'ipotesi più attendibile è che l'azione di elaborazione della carolina sia partita da più centri. La nuova scrittura sarebbe nata, nei secoli VIII - IX, dall'imitazione della minuscola primitiva romana dei secoli IV e V, in concomitanza con la riproposta degli antichi testi latini rinvenuti dopo due secoli di oblio, e non in un centro unico ma contemporaneamente in una vasta area europea. Importante ruolo ha avuto la scrittura minuscola scolastica di livello elementare in quanto è stata la pratica scolastica ad aver conservato inalterati i modelli grafici della minuscola antica. Tutto questo si colloca nell'ambito della riforma culturale promossa nell'impero da Carlo Magno, riforma che ebbe tra gli effetti principali l'allargamento dell'istruzione a tutti i livelli sociali (potenziamento delle strutture scolastiche) e l'aumento della produzione libraria tra VIII secolo e IX secolo. Ulteriori effetti della riforma carolingia furono anche: la miglior organizzazione dei centri scrittorii e una più accurata preparazione grafica e grammaticale dei copisti, come era disposto dal capitolare di Aix-la-Chapelle del 789 e dalle deliberazioni del Concilio di Tours dell'813. A partire da questo periodo nella produzione libraria si impone un uso gerarchico dei vari tipi di scrittura: i titoli erano scritti in capitale libraria, i testi in minuscola carolina e così via.

Aspetto:

 * rotondeggiante e uniforme
 * lettere fortemente separate
 * assenza di legamenti e abbreviature
 * simile alla minuscola primitiva
 * non contrastata
 * con aste ingrossate a forcella alle estremità 

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GOTICA

Scrittura libraria dall'andamento posato e tratteggio angoloso, derivante da una particolare esecuzione della carolina scomposta in pochi elementi costitutivi. Rispetto alla carolina l'andamento è irrigidito, i contrasti tra pieni e filetti sono esagerati, le forme rotonde acutizzate. La sua origine è in relazione con l'uso, fin dalla seconda metà del secolo XI, della penna animale con taglio obliquo a sinistra (cosa che si capisce dall'attacco superiore delle aste verticali che risulta appunto obliquo a sinistra). Ciò conferisce ai tratti orizzontali uno spessore pari a quello dei tratti verticali, mentre i tratti obliqui si riducono a sottili filetti. Nelle curve si verifica una spezzatura per la repentina riduzione di spessore del tratto. Il luogo di origine è la zona costituta dalla Francia settentrionale e dall'Inghilterra meridionale. La sua formazione coincide con l'aumento della produzione libraria e con il sorgere delle grandi università.

Alla comparsa del nuovo stile grafico si accompagna anche:

* l'affermazione di un tipo di libro scolastico o da studio
* una impostazione della pagina che contempla ai margini esterni e inferiori un ampio spazio per le glosse (spiegazioni letterali) e i commenti con il testo distribuito su due colonne fitte di scrittura
* un notevole uso di abbreviazioni convenzionali
* una più chiara divisione delle sezioni mediante l'uso di iniziali a colori, di maiuscole, di rubriche, di paragrafatura, di segni di interpunzione e di divisione del testo

Aspetto:

 * scrittura angolosa con curve spezzate
 * aspetto compatto
 * aste poco sviluppate
 * aste inferiori ripiegate a destra con un trattino
 * abbreviazioni numerose 

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MINUSCOLA CANCELLERESCA XIII - XIV secolo

Scrittura minuscola, dal tratteggio fluido e dall'andamento corsivo. Risulta dall'evoluzione corsiveggiante della carolina di uso documentario. In generale le scritture corsive sono tracciate con calamo a punta acuta, mentre le librarie con calamo a punta quadra o obliqua; la rapidità del tracciato della corsiva mette in evidenza il tratteggio e l'andamento. Nell'andamento corsivo il tratteggio invisibile (cioè quei movimenti che permettono di passare da una lettera a un'altra nella stessa parola) è eseguito senza staccare il calamo dal foglio: queste sono legature); nell'uso librario il tratteggio invisibile è eseguito con il calamo levato. La minuscola cancelleresca è caratterizzata dalla marcata legatura delle lettere. Usata da scriventi non di professione (notai, banchieri, commercianti). Per un lungo periodo l'affermazione della carolina in campo documentario comportò, per la sua stessa natura grafica, una netta rinuncia alla corsività. La stessa forma mozza della punta della penna impediva l'esecuzione dei legamenti tipici di ogni scrittura corsiva. Di conseguenza si ebbe, tra IX e XII secolo, una forte analogia tra grafia libraria e grafia documentaria, o di uso comune. All'origine dell'innovazione in senso corsiveggiante sta la diffusione del notariato, la sempre maggior diffusione della documentazione scritta di tipo privato, l'affermarsi del volgare come lingua letteraria, la concentrazione intellettuale delle università e, da un punto di vista materiale, l'adozione di una penna a taglio centrale. La nuova scrittura ebbe in Firenze un centro di elaborazione e diffusione. Il fenomeno si spiega con l'ampia diffusione della scolarizzazione nella città e con il conseguente aumento dell'alfabetizzazione a tutti i livelli sociali. Si deve inoltra pensare che la società fiorentina ebbe un altissimo livello culturale legato alla presenza di grandi personalità letterarie. Scrittura originariamente di uso documentario e quindi di esecuzione veloce, quando si diffuse in campo librario, la cancelleresca assunse andamento posato e forme calligrafizzate. Nel passaggio all'uso librario divenne la scrittura propria dei testi primi volgari o volgarizzati, non però delle opere della cultura universitaria o ecclesiastica.

Aspetto:

 * rotondità del corpo delle lettere
 * legamenti accentuati
 * uso di svolazzi, code e bandiere 

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MERCANTESCA XIV - XVI secolo

Scrittura minuscola, dal tratteggio dritto e rigido, dall'andamento corsivo (penna a taglio tondo). Si tratta di una variante della corsiva documentaria: essa fu in origine la scrittura dei registri dei mercanti. Usata largamente a Firenze, questa scrittura nasce nell'ambito d'uso comune, sotto l'impulso dell'esigenza dei borghesi di provvedersi di una documentazione scritta ad uso professionale. Infatti se pure esistevano i notai, pronti a soddisfare tutte le necessità, per certa documentazione, le categorie imprenditoriali esigevano il segreto più assoluto e quindi avevano la necessità di redigere certi atti di propria mano. Del resto i notai usavano per gli atti la lingua della loro professione: il latino, ostico e inadeguato ai bisogni dei neo-borghesi. Nel '400 la mercantesca, in forma calligrafica, fu adoperata anche in ambito librario, nella copia di testi volgari (Commedia e Decameròn), in volgarizzamenti di opere dei padri della Chiesa, in opere minori, in diari (ricordanze) e cronache, in trattati tecnici, sempre però entro codici cartacei di scarso valore commerciale. In questa scrittura manca un sistema di maiuscole e la punteggiatura.

Aspetto:

 * forme larghe e tonde (dal corpo schiacciato)
 * aste brevi e occhiellate
 * scrittura dritta e rigida, con pochi legamenti 

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LITTERA ANTIQUA 1400 circa

Scrittura che costituisce una operazione puramente intellettuale e che consiste in una riproduzione della minuscola carolina nelle forme delle lettere e negli usi grafici, nelle abbreviazioni, nell'aspetto e nella fattura dei codici, nella rigatura e nell'ornamentazione. Il nome è significativo in quanto esprime la successione tra la minuscola carolina, considerata antiqua, e la gotica in rapporto ad essa moderna. Questa evoluzione era stata preceduta dal particolare modello grafico adottato dal Petrarca, la semigotica, consistente in una gotica realizzata con la chiarezza e l'eleganza grafica della carolina . In realtà questa riforma altro non era se non un riflesso del clima culturale dell'epoca, tutto teso alla ricerca e all'imitazione delle testimonianze della cultura antica, greca e latina. Opere classiche che all'insaputa degli estimatori quattrocenteschi, erano scritte non nella scrittura di epoca romana di epoca romana, bensì in quella di epoca altomedievale: la carolina in cui erano state trascritte ai tempi della riforma culturale. Questa scrittura fu arricchita dall'introduzione di un sistema di maiuscole dedotte dalle capitali epigrafiche di epoca classica.

Aspetto:

 * aste marcate e sinuose
 * piccoli ingrossamenti triangolari alle estremità delle aste
 * forme rotondeggianti 
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