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Danza macabra

Pinzolo, Chiesa di San Vigilio. La morte e le parole che rivolge agli uomini. Simone Baschenis, Danza Macabra, 1539

Testo:

Io sont la morte che porto corona / Sonte signora de ognia persona / Et cossì son fiera e dura / Che trapaso le porte et ultra le mura / Et son quela che fa tremar el mondo / Revolzendo mia falze atondo atondo.

Ov’io tocco col mio strale / Sapienza, beleza forteza niente vale. / Non è signor, madona nè vassallo / Bisogna che lor entri in questo ballo / Mia figura o peccator contemplarai / Sinche a mi tu diverrai.

Non ofender a Dio per tal sorte / Che al transire non temi la morte, / Che più oltre no me impazo in be’ nè in male, / Che l’anima lasso al giudice eternale. / E come tu avrai lavorato / Lassù hanc sarai pagato.

 

Chiesa di Pinzolo con affreschi

 

 

 

Testo integrale della danza macabra di Pinzolo XVI secolo

Io sont la morte che porto corona / Sonte signora de ognia persona / Et cossì son fiera e dura / Che trapaso le porte et ultra le mura / Et son quela che fa tremar el mondo / Revolzendo mia falze atondo atondo.

Ov’io tocco col mio strale / Sapienza, beleza forteza niente vale. / Non è signor, madona nè vassallo / Bisogna che lor entri in questo ballo / Mia figura o peccator contemplarai / Sinche a mi tu diverrai.

Non ofender a Dio per tal sorte / Che al transire non temi la morte, / Che più oltre no me impazo in be’ nè in male, / Che l’anima lasso al giudice eternale. / E come tu avrai lavorato / Lassù hanc sarai pagato.

O peccator più no peccar no più / Che ‘l tempo fuge et tu no te n’ avedi / Dela tua morte che certeza ai tu ? / Tu sei forse alo extremo et no lo credi / De ricorri col core al bon Jesu / Et del tuo fallo perdonanza chiedi.

Vedi che in croce la sua testa inchina / Per abrazar l’anima tua meschina / O peccatore pensa de costei / La me à morto mi che son signor di ley.

O sumo pontifice de la cristiana fede / Christo è morto come se vede / a ben che tu abia de san Piero al manto / acceptar bisogna de la morte il guanto.

In questo ballo ti cone intrare / Li antecessor seguire et li succesor lasare, / Poi che ‘l nostro prim parente Adam è morto / Sì che a te cardinale no le fazo torto.

Morte cossì fu ordinata / In ogni persona far la intrata / Sì che episcopo mio jocondo / È giunto il tempo de abandonar el mondo.

O Sacerdote mio riverendo / Danzar teco io me intendo / A ben che di Christo sei vicario / Mai la morte fa divario.

Buon partito pilgiasti o patre spirituale / A fuzer del mondo el pericoloso strale / Per l’anima tua può esser alla sicura / Ma contra di me non avrai scriptura.

O cesario imperator vedi che li altri jace / Che a creatura umana la morte non à pace. / Tu sei signor de gente e de paesi o corona regale / Ne altro teco porti che il bene el male.

In pace portarai gentil regina / Che ho per comandamento di non cambiar farina. / O duca signor gentile / Gionta a te son col bref sottile.

Non ti vale scientia ne dotrina / Contra de la morte non val medicina. / O tu homo gagliardo e forte / Niente vale l’arme tue contra la morte.

O tu ricco nel numero deli avari / Che in tuo cambio la morte non vuol danari. / De le vostre zoventù fidar no te vole / Però la morte chi lei vole tole.

Non dimandar misericordia o poveretto zoppo / A la morte, che pietà non li dà intopo. / Per fuzer li piazer mondani monica facta sei / Ma da la sicura morte scapar no poi da lei.

Non giova ponpe o belese / Che morte te farà puzar e perdere le treze. / Credi tu vecchia el mondo abbandonare / Che no pe(s?)a… cu(elo?)… ch (morte?) fa fare.

O fantolino de prima etade / Come sei igenerato tu sei in libertade. / Fate bene tanto che siete in vita / Che come lombra tornerete in sepoltura / De li nostri deliti penitenza fate / Presto…

 

 

Come avrete notato Io sont la morte che porto corona  è l’incipit della canzone di Branduardi Ballo In Fa Diesis Minore. L’operazione è stata di fondere il testo con una melodia di provenienza diversa: Schiarazula marazula.

 

Schiarazula marazule da: Il primo libro de’ balli accomodati per cantar et sonar d’ogni sorte de instromenti di Giorgio Mainerio (1585ca-1582) Parmeggiano Maestro di Capella della S. Chiesa d’Aquilegia fu stampato da Angelo Gardano a Venezia nel 1578.

Partitura di Schiarazula marazula in PDF

Le parole della canzone conosciuta come Schiarazula marazula sono state composte nella seconda metà del Novecento dal poeta friulano Domenico Zannier, ignorando il testo originale che pare fosse citato in una lettera di denuncia all’inquisizione del 1624 che indicava come donne e uomini di Palazzolo eseguissero questa danza.

 

Scjaraçule Maraçule

la lusigne e la craçule,

la piçule si niçule

di polvar a si tacule.

O scjaraçule maraçule

cu la rucule e la cocule,

la fantate je une trapule

il fantat un trapulon.

Bastone e finocchio,

la lucciola e la raganella,

la piccola si dondola

di polvere si macchia.

Bastone e finocchio,

con la rucola e la noce,

la ragazza è una bugiarda

il ragazzo un bugiardone

 

Ballo In Fa Diesis Minore

Sono io la morte e porto corona / Io son di tutti voi signora e padrona  / E così sono crudele, così forte sono e dura / Che non mi fermeranno le tue mura
Sono io la morte e porto corona / Io son di tutti voi signora e padrona / E davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare / E dell’oscura morte al passo andare
Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo / Posa la falce e danza tondo a tondo / Il giro di una danza e poi un altro ancora / E tu del tempo non sei più signora
 .


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