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Che aspetto ha un palinsesto

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Palinsesto alla lampada di Wood

Il palinsesto è un manoscritto di papiro o pergamena, di epoca antica o medievale, il cui testo originario (scriptio inferior) sia stato cancellato mediante lavaggio e raschiatura e sostituito con altro (scriptio superior) disposto nello stesso senso o in senso trasversale al primo.

L’uso di riutilizzare la materia scrittoria, preziosa per la sua rarità o difficoltà di produzione, già ricordato in età classica, per il papiro, da Catullo, Cicerone,Plutarco e nel Digesto, si diffuse fra VIII e IX sec. in centri scrittori europei dove furono ‘riscritti’ codici antichi (codices rescripti) contenenti testi classici, giuridici, liturgici e biblici caduti in disuso o ritenuti, come quelli ariani, eterodossi. Numerosi p. furono prodotti fra 11° e 15° sec., riutilizzando codici liturgici di età romanica e documenti pubblici e privati su pergamena. Sono rari i casi di documenti membranacei riutilizzati per riscrivervi sopra altri atti documentari (chartae rescriptae).

 

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Cod. Bodmer 90 – foglio palinsesto (segnalato da Orietta Ciprotti)

Lo studio scientifico dei palinsesti, la cui lettura può presentare notevoli difficoltà, si diffuse nella prima metà del XIX sec., per opera anzitutto di Angelo Mai [proprio quello della canzone Ad Angelo Mai del Leopardi] che, utilizzando reagenti chimici, scoprì nella Biblioteca Ambrosiana e nella Vaticana testi fino allora sconosciuti di autori pagani e cristiani, tra cui il De republica di Cicerone. L’uso indiscriminato dei reagenti chimici (noce di galla, tintura detta del Gioberti, solfidrato di ammonio) ha però procurato danni ai palinsesti sottoposti al trattamento, rendendo spesso impossibili nuovi tentativi di lettura. Nel XX sec. si è preferito ricorrere al sistema, più efficace e innocuo, della lettura e della fotografia mediante raggi ultravioletti, che, attraverso la fluorescenza, rendono evidenti i contrasti fra le due scritture. (Treccani)

 

 

 

 


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